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Piccola indagine sul territorio piemontese
Tempi di lavorazione
nel vigneto
di Luciana Biondo - Vignaioli Piemontesi, Aprile
1999
La gestione delle operazioni colturali
rappresenta di fatto una delle principali difficoltà nella
conduzione razionale di un vigneto. Per quanto auspicabile, la
conoscenza teorica di tutti gli interventi da attuare, sia in
termini di modalità che di tempi di attuazione, non è garanzia che
tutto venga eseguito a dovere. Anche tralasciando le opinioni
personali di diversi viticoltori, che a volte non traggono alcun
fondamento dalle conoscenze finora disponibili sulla fisiologia
della vite, l’attuazione pratica dei diversi interventi trova alcuni
ostacoli operativi che possono comprometterne
l’esecuzione.
I problemi e le possibili
soluzioni
Due sono le principali difficoltà con
cui ci si deve misurare nell’impostare i lavori in un vigneto :
la disponibilità ed il costo della manodopera.
Sulle cause di questi problemi si
potrebbe aprire una discussione di carattere socioeconomico che
riguarda in pratica la fatica di lavorare in campagna. Non ci si
spiegherebbe infatti perché di fronte a un così alto livello di
disoccupazione, come è attualmente in Italia, non ci siano
lavoratori disposti a lavorare in campagna. Evidentemente i metodi
manuali e faticosi dei nostri genitori non sono più accettati dai
lavoratori dell’età moderna.
Nel primo caso la difficoltà di reperire
sul territorio manodopera è a conoscenza di tutti quanti operano in
viticoltura. Se poi a questa manodopera è richiesto un minimo di
specializzazione, il che è ormai inevitabile per la maggior parte
della realtà viticole italiane e delle operazioni da svolgere, il
problema si fa ancora più grave se non addirittura irrisolvibile. Il
problema quindi per il produttore non è "cosa" fare per ottenere
un’uva di qualità ma "come" farlo. Questa difficoltà ostacola
inoltre la tempestività con cui alcune operazioni colturali debbono
essere eseguite per assicurare buoni risultati : basti
ricordare la sistemazione manuale dei germogli a partire dal mese di
maggio oppure il diradamento dei grappoli a cavallo dell’invaiatura,
operazioni entrambe che richiedono un’esecuzione tempestiva per
assicurare un contributo certo alla qualità del raccolto.
Alla difficoltà di reperimento di
manodopera specializzata si aggiunge il suo costo che
inevitabilmente, vista la scarsità dell’offerta, tende a lievitare,
soprattutto quando si richiede un certo grado di specializzazione
nell’esecuzione di taluni interventi colturali. Così succede che a
volte alcuni interventi indispensabili o non vengono eseguiti
oppure, per risparmiare sul numero di persone impiegate
contemporaneamente in azienda, non vengono svolti al momento
opportuno, con ripercussioni negative sulla fisiologia della
vite.
La scarsità di manodopera, gli elevati
costi relativi, l’importanza di interventi specializzati e
tempestivi rendono sicuramente interessante e competitiva la
meccanizzazione di diverse operazioni colturali. L’adozione di
macchine specifiche per i diversi interventi permette di fatto di
risolvere molti dei problemi finora esposti, assicurando - se
correttamente impiegate - un certo grado di specializzazione e una
tempestività di azione considerevoli, contraendo di molto i tempi di
lavoro e quindi anche i costi finali per l’imprenditore. Negli
ultimi anni la ricerca nel settore della meccanizzazione agricola ha
portato a risultati sorprendenti, affinando di molto le tecniche di
intervento ed assicurando nella maggior parte dei casi costi di
gestione contenuti e facilità di impiego.
La nostra indagine
Per meglio affrontare e sviscerare il
problema, abbiamo raccolto alcune osservazioni relative ai tempi di
lavoro in vigneto nelle nostre aziende associate. E’ stato stilato
un questionario relativo alle ore impiegate per ciascuna operazione
colturale condotta in una superficie vitata di riferimento oppure
sull’intera superficie aziendale. Le operazioni colturali prese in
esame riguardano tutti gli aspetti gestionali del vigneto, dalla
gestione del verde a quella del secco, dalle operazioni di ordinaria
manutenzione alla gestione del suolo etc. Il questionario è stato
distribuito alle aziende associate tramite il nostro Servizio
Tecnico. Le difficoltà oggettive a raccogliere dati così specifici
sulla manodopera aziendale impiegata in ciascuna operazione ha
sicuramente costituito un ostacolo per le aziende nel fornire
indicazioni utili alla nostra indagine. I questionari compilati in
modo corretto e quindi utilizzabili ai fini di questo lavoro sono
stati in totale 23. I dati così raccolti sono stati elaborati allo
scopo di trarre indicazioni utili sullo stato di fatto dei tempi
medi di lavoro in vigneto e sulle possibilità di scelte aziendali
che possano permettere all’azienda un risparmio economico nella
conduzione del vigneto, senza compromettere la qualità del prodotto
finale ma piuttosto favorendone l’ottenimento.
I risultati
Dalla nostra indagine risulta un monte
ore complessivo che varia tra le 350 e le 550ore/ettaroxanno.
L’oscillazione dei valori è dovuto alle diverse realtà, strategie di
intervento, ma soprattutto dalla forma di allevamento e dal sesto di
impianto. Non sarebbe corretto fare dei confronti tra h/haxanno
senza tenete in considerazione il numero di piante per ettaro (p/ha)
ma soprattutto la distanza tra i filari che determina lo sviluppo
lineare dei filari (m/ha). Per chiarire meglio il concetto basta
pensare alle 80-100h/haxanno dei vigneti veneti o friulani in
pianura allevati a casarsa con sesti larghi.
I dati da noi rilevati variano tra
6.5-3.1min/piantaxanno e 7.8-4.2min/metroxanno. Come si piò notare
sono valori tra di loro doppi.
La tabella 1 riporta sinteticamente i
risultati raccolti nel corso di questa indagine divise per
operazione colturale ed ordinate con tempi decrescenti. Il numero
medio di h/haxanno impiegate per l’esecuzione dei singoli interventi
colturali rappresenta un primo dato di sicuro interesse, che
permette di valutare facilmente il "peso" che i diversi interventi
hanno nella gestione complessiva del vigneto, sia in termini di
manodopera da reperire per eseguirli che di costi complessivi. Il
valore invece delle ore massime ad ettaro impiegate per l’esecuzione
dell’operazione permette di valutare la variabilità dei tempi
richiesti da ciascuna operazione, che può essere di volta in volta
riconducibile ad una caratteristica strutturale dell’impianto per
cui è stata registrata.
Operazione |
ORE/HA X ANNO
MEDIE |
ORE/HA X
ANNO
MASSIMO |
|
Vendemmia |
59,0 |
149,2 |
|
Potatura invernale compresa
stralciatura |
51,3 |
112,6 |
| Palizzatura (legatura
verde) |
36,1 |
119,2 |
| Asportazione dei
sarmenti |
31,5 |
55,2 |
| Sfemminellatura-sfogliatura |
28,3 |
68,4 |
| Legatura
invernale |
21,8 |
59,8 |
| Scacchiatura(eliminazione germogli doppi) |
19,9 |
65,0 |
| Spollonatura
manuale |
17,1 |
51,3 |
| Trattamenti
liquidi |
13,2 |
29,3 |
| Cimatura
manuale |
12,2 |
26,0 |
| Diradamento
grappoli |
11,4 |
25,0 |
| Sfogliatura
post-invaiatura |
11,3 |
42,7 |
| Sostituzione pali di
sostegno |
8,5 |
25,2 |
| Gestione del suolo
con trincia |
6,9 |
25,0 |
| Spollonatura
meccanica |
6,8 |
12,2 |
| Concimazione
centrifuga |
5,8 |
5,8 |
| Diserbo sulla fila
(manuale) |
5,8 |
7,8 |
| Gestione del suolo
con aratura a rincalzare |
5,6 |
5,6 |
| Gestione della fila
con fresa |
5,5 |
11,2 |
| Gestione del suolo
con aratro |
5,4 |
9,2 |
| Cimatura
meccanica |
5,1 |
11,1 |
| Gestione della fila
con aratro |
5,1 |
16,6 |
| Gestione del suolo
con fresa |
4,8 |
15,4 |
| Trattamenti in
polvere |
4,8 |
16,3 |
| Tensionamento fili di
sostegno |
4,2 |
9,8 |
| Gestione del suolo
con ripper/estirpatore |
3,9 |
7,9 |
| Concimazione con
assolcatore |
3,2 |
6,8 |
| Sostituzione
fallanze |
2,9 |
7,9 |
| Trinciatura dei
sarmenti (residui di potatura) |
2,8 |
4,4 |
Come prevedibile, la vendemmia e la
potatura invernale fanno la parte del "leone", assorbendo in media
più di 50 ore/ha. La maggior parte dei dati sono stati raccolti in
vigneti potati a guyot, tranne qualche caso di cordone speronato,
per cui non è possibile con questa indagine verificare in maniera
approfondita l’impiego di ore richiesto da diversi tipi di potatura.
Il valore più alto riscontrato per la potatura, pari a circa 110 ore
ad ettaro, è riconducibile ad una situazione particolare di viti
colpite da grandine sulle quali è stato attuato un consistente
rinnovo del legno. Il valore massimo della ore ad ettaro utilizzate
per la vendemmia, pari a 150 ore/ha circa, è invece riferito ad
vigneto grandinato dove la cernita delle uve ha fatto lievitare
notevolmente i tempi. La legatura invernale chiude il quadro delle
operazioni prettamente invernali ed assorbe circa 20 ore/ha, con
un’estrema variabilità in funzione della tecnica di legatura
adottata e delle condizioni del vigneto. In particolare nei vigneti
allevati a cordone speronato, mentre i tempi di potatura invernale
rilevati non si discostano dalla media qui riportata, nettamente
inferiori sono i tempi di legatura, che vanno da zero a 5 ore ad
ettaro nel caso si rendano necessari frequenti rinnovi di cordoni
permanenti.
Il gruppo delle operazioni di gestione
del verde ricopre il secondo posto in termini di ore richieste ad
ettaro. In particolare la palizzatura, ovvero la sistemazione dei
germogli verdi lungo tutta la parete produttiva, è la prima voce in
termini di richiesta di manodopera, assorbendo in media 36 ore/ha,
ma arrivando fino a 120 ore nel caso di interventi iniziati in
ritardo e quindi più difficoltosi da completare e di impianti non
predisposti in maniera opportuna al momento dell’impianto. A tal
proposito la sistemazione dei germogli è proprio un’operazione che
si avvantaggia moltissimo della tempestività, che permette di
ottenere i migliori risultati con costi contenuti, ma è altrettanto
vero che nel periodo vegetativo in cui questa operazione va eseguita
si concentrano una serie di lavori nel vigneto che spesso fanno
slittare tale intervento in avanti, con conseguente peggioramento
dei risultati e maggior impegno per la sua esecuzione. Nelle casi
ove possibile la legatura a macchina dei germogli comporterebbe una
spesa di 4h/haxanno. Alla palizzatura segue come richiesta di
manodopera la sfemminellatura, la scacchiatura e l’eliminazione dei
polloni. A tal proposito abbiamo il confronto tra i tempi di
spollonatura manuale (17 ore/ha) e quelli di spollonatura meccanica
(7 ore/ha circa), a dimostrare come l’intervento della macchina
riduca di quasi il 50% i tempi di esecuzione delle operazioni
colturali. Analogo è il discorso per la cimatura, che richiede in
media 12 ore/ha se eseguita manualmente, 5 ore/ha in media se
meccanizzata, arrivando peò in quest’ultimo caso a valori simili
alla cimatura manuale se eseguita in condizioni colturali
particolari e con diversi modelli di cimatrici. Infine anche il
diradamento dei grappoli e la sfogliatura richiedono un certo
quantitativo di ore/ha (in media circa 11), e questo spinge spesso i
viticoltori a rinunciare a due pratiche che invece possono risultare
di fondamentale importanza, seppure in maniera diversa una
dall’altra, per il conferimento di un adeguato livello qualitativo
al prodotto finale.
Le ordinarie operazioni di manutenzione
dell’impianto vitato, come la sostituzione dei pali di sostegno,
richiede 9 ore in media ad ettaro, mentre il tensionamento dei fili
di sostegno e la sostituzione delle piante morte occupano i posti
più bassi della nostra classifica come ore richieste ad ettaro, pur
registrandosi per entrambe queste operazioni un’estrema variabilità
legata al tipo di filo adottato - che richiede più o meno interventi
di tensionamento - e delle condizioni generali dell’impianto per
quanto riguarda la moria delle piante.
Gli interventi di difesa fitoiatrica
richiedono in media 13 h/haxanno se liquidi, 5 h/haxanno se in
polvere, pur variando enormemente tali valori in funzione
dell’annata e della suscettibilità alle malattie del vigneto oggetto
dell’indagine.
L’ultimo gruppo di operazioni colturali
riportati nella nostra tabella in ordine decrescente di richiesta di
manodopera è rappresentato dalle operazioni di gestione del suolo,
della fila e dell’interfila, e gli interventi di concimazione. La
trinciatura delle infestanti ha fatto registrare i valori più alti
delle ore ad ettaro richieste tra le diverse tecniche di gestione
del suolo (in media 7 ore/haxanno), ma questo dato va confrontato
con la somma dei tempi delle diverse strategie di gestione del suolo
(scalzatura-aratura-erpicatura-rincalzatura, fresatura-rippatura,
ecc.). Si rileva così un intervallo per la gestione del suolo
(fila+interfila) cha varia tra 20 e 40 h/haxanno. Nella gestione
della file invece il diserbo richiede tra le diverse possibilità
indagate il più alto investimento di manodopera (6 ore/ha medie),
con valori che oscillano di poco intorno al dato medio. Infine la
trinciatura dei sarmenti di potatura occupa l’ultimo posto come
richiesta di ore/ha, ben distante dall’asportazione manuale dei
residui di potatura che, laddove effettuata, assorbe fino a 30
ore/ha.
Da questa prima indagine risulta
evidente che nel Vigneto Piemonte esista ancora molto spazio per
migliorare riducendo il numero di ore per ettaro e per anno.
Mettendo a punto opportune strategia di lavoro, attraverso la scelta
oculata delle operazioni in funzione dei diversi ambienti, e
prendendo in considerazione una maggiore meccanizzazione si potrebbe
migliorare la qualità del lavoro permettendo così ai giovani di
avvicinarsi alla più tradizionale delle attività viticole in
Piemonte, quella del Vignaiolo.
Si ringraziano le aziende che hanno
collaborato a fornire i dati ed i tecnici che li hanno
raccolti.
Luciana Biondo
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